di federico thoman
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale è già arrivata. Nel suo piccolo, ognuna e ognuno di noi ormai la utilizza. Ma a livello geopolitico, la corsa all’AI è un tentativo di avere in mano le redini della tecnologia che plasmerà i prossimi decenni dell’umanità. Uno dei tanti terreni di sfida fra Stati Uniti e Cina che negli ultimi giorni ha avuto nuovi, imprevedibili sviluppi: da un lato la richiesta di un «rallentamento» da parte dei big americani del settore, con Amodei di Anthropic in testa, e dall’altro il rifiuto di Trump che rivendica la necessità di arrivare primi nella sfida con Pechino. In tutto ciò, proprio i cinesi continuano a recuperare terreno e in molte analisi c’è chi sostiene che questi appelli etici che arrivano dalla Silicon Valley siano in realtà dettati da più materiali ragioni economiche e commerciali. Sia quel che sia, la partita tra lo zio Sam e il Dragone è solo agli inizi. Allacciamo le cinture.
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