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La GenZ sceglie la terra tra zanzare e formiche

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Il mondo che verrà, quello scelto dalle nuove generazioni che decidono di non essere classe dirigente

L’albero della vita, il diagramma del biologo David Hillis, mostra le relazioni evolutive tra circa 3mila specie rappresentative dei principali gruppi di organismi viventi. Si sviluppa in modo radiale dal centro: l’antenato comune universale (nucleo di cellula). In base all’albero l’umanità è una ramificazione periferica. Sempre sul diagramma appaiono le percentuali di Dna condivise tra le specie. E allora: l’uomo e la formica, Dna comune tra il 33% e il 60%. L’uomo e la zanzara: tra il 44% e il 60%. E via così. A livello metaforico perciò l’albero della vita è anche un sentimento: l’assenza di gerarchia, la comunanza non solo tra esseri umani, ma tra esseri viventi. Un sentimento delle nuove generazioni, qualcosa che i ragazzi hanno scoperto da soli (da Greta Thunberg in poi), e che hanno trasformato in ideologia, e movimento politico. Mentre i genitori si affannavano a trovare l’eccellenza per i figli – in rete prolificano le classifiche dei migliori licei, addirittura le migliori scuole materne (bilingue, rette competitive!), i migliori asili nido. Ebbene, mentre i genitori individuavano il percorso per i figli, dall’asilo all’università, a un certo punto

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