
di Maria Teresa Meli
Il governatore, apprezzato da Conte, è l’ultima voce per evitare le primarie. Le smentite del sindaco di Napoli e della collega di Genova.Tra le ipotesi anche Gualtieri
Avanti c’è posto: ogni giorno il toto federatore del centrosinistra si arricchisce di un nome nuovo. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Antonio Decaro. C’è addirittura chi lo chiama «la carta coperta» di quanti nel Pd vorrebbero che Conte e Schlein facessero un passo indietro. Apprezzato presidente della Regione Puglia, eurodeputato con più di 500 mila voti (primo nel Pd davanti alla segretaria), amatissimo sindaco di Bari, Decaro è in buoni rapporti con Conte. Rapporti che si sono cementati all’epoca della pandemia del Covid, quando l’allora premier, per fronteggiare l’emergenza, si rivolse ai sindaci e ai presidenti delle Regioni. Correva l’anno 2020, Decaro oltre a essere primo cittadino di Bari era presidente dell’Anci e diede apporto e supporto a Conte.
L’evergreen Gaetano Manfredi
Poi c’è l’evergreen Gaetano Manfredi, che con Conte è in rapporti più che buoni. Il suo nome è quello che da mesi gira più spesso, anche se lui nega di essere interessato al ruolo di federatore: «Non ci penso assolutamente». Il suo




