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Tetto agli stranieri a scuola: il Quirinale non è contrario, ma chiede norme «ben ponderate»

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di Monica Guerzoni

Per il presidente Mattarella è prioritaria la tutela del diritto allo studio

Da ieri, ai piani alti del governo, ha preso a girare una circolare del 26 luglio 1990, che reca in calce la firma dell’allora ministro dell’Istruzione: Sergio Mattarella. L’attuale capo dello Stato riteneva opportuno, «ove possibile», tenere assieme alunni dello stesso gruppo linguistico, «che non devono superare il numero di cinque per ogni classe». Quel testo, che per qualche ora a destra è stato spedito via chat a parlamentari e giornalisti, non senza malizia elettorale, a sera è stato tirato fuori in tv proprio da Giorgia Meloni. Il che autorizza il sospetto che la premier abbia giudicato «di buonsenso» l’idea di Mattarella di non concentrare gli alunni stranieri nella stessa classe anche per contrastare le critiche delle opposizioni.

La leader di FdI ha voluto mostrare pubblicamente che le sue tesi sulla scuola non sono troppo diverse da quelle che sosteneva Mattarella 36 anni fa e che i «ghetti» a cui lo stesso presidente ha fatto riferimento lunedì nel discorso di Amatrice non erano un rimprovero al governo. Ma se, come accusano le opposizioni, Meloni ha tirato per la giacca il presidente per assicurarsi

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