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Mezza Italia di Mancini gioca all’estero: da Doumbia a Ruggeri, mai così tanti. E ne arriveranno altri…

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Con l’arrivo di Ruggeri un contingente mai visto: dieci azzurri tra Premier, Bundesliga e altri campionati

Ci siamo aperti al mondo… del calcio. Con il Mancini-bis abbiamo ufficialmente iniziato a guardare (e a pescare) con insistenza e convinzione oltre i confini della Serie A. Anche spingendo (e convincendo) talenti con il doppio passaporto a indossare la maglia azzurra. Non è certo un caso che tra gli attuali 34 convocati dal ct ben 10 non giochino nel campionato italiano. La doppia cifra l’abbiamo raggiunta complice l’infortunio che ha costretto Dimarco a tornare a casa e ha spalancato il cancello di Coverciano a Ruggeri, in estate passato dall’Atletico Madrid all’Aston Villa. Anche 9 azzurri sparsi a giro per l’Europa sarebbero stati comunque molti. Si tratta di un segnale che va letto in due modi: il nostro calcio si sta evolvendo e di talenti che possono giocare in campionati importanti (come per esempio la Premier) ne abbiamo; bisogna sfruttare quelli che una volta venivano chiamati “oriundi” ovvero i calciatori che hanno il nostro passaporto perché sono nati in Italia o hanno genitori (uno o entrambi) italiani. Dopo tre mancate qualificazioni ai Mondiali non è più il tempo di fare gli schizzinosi. Mancini

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