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La Fed di Warsh e il dilemma dell’inflazione al tempo dell’AI

di Daniele Bellasio

Tra banchieri ed economisti la domanda del momento è: l’intelligenza artificiale causa il caro prezzi o lo cura? Prova a rispondere uno studio pubblicato sul sito della Banca d’Italia

Oltre al rischio bolla da euforia, oltre agli strumenti e ai modi con cui è finanziatala la corsa agli investimenti nell’AI, oltre alla enorme domanda di capitali che crea una competizione tra bond privati e bond degli Stati sovrani, c’è una quarta ragione per cui i banchieri centrali parlano tanto e sempre più spesso di Intelligenza artificiale. E parte da un interrogativo: l’intelligenza artificiale crea inflazione o la combatte? 

A Bangkok, al meeting annuale del Fondo monetario e della Banca mondiale, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha affrontato il tema. Perché da un lato l’AI sta spingendo la domanda, richiedendo investimenti sempre più grandi e sempre più veloci e frequenti in data center, chip, energia, reti e capitale umano. E a una domanda che corre segue a ruota l’inflazione. Però dall’altro lato quasi tutte le analisi concordano nel dire che l’AI aumenta la produttività, ma gli incrementi nella produttività non arrivano subito. Dunque è tutta una questione di tempi, di incrementi a

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