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La “diserzione” dei giovani Pd e le colpe di padri e nonni

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Non si può dire non avere nemici semplicemente sostenendo di non volerne; non si può evitare la guerra tappandosi le orecchie

Goffredo Buccini / CorriereTv

«Se poi vi occorrerà del sangue ad ogni costo, andate a dare il vostro se vi divertirà. Sia detto per inciso, io penso che ho deciso e che diserterò»: sembra di sentire davvero la grande canzone di Vian e Berg nelle parole di qualche giorno fa di Virginia Libero, la capa dei Giovani Democratici che a Reggio Emilia ha fatto un appello alla diserzione di fronte alla chiamata alle armi, alle guerre a cui ci starebbe portando – dice lei – questa destra.
In realtà la frase della giovane ventottenne ex scout è di una disarmante ingenuità. Non tiene conto della realtà, del fatto che le guerre stanno bussando alle nostre porte, già ci stanno implicando in una guerra che chiamiamo ibrida, ma di fatto è una guerra che attraversa la nostra vita quotidiana e che gli ucraini invece stanno vivendo come guerra di aggressione da parte della Russia. Guerra sanguinosa con tanti, tanti morti. 

E naturalmente la buona Virginia, che dà però voce a un profondo sentimento del Partito Democratico, non solo dei Giovani democratici

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