
di Stefano Montefiori
Il miliardario progressista e anti Macron ha ripetuto: «Non escludo nulla, non fermo le porte» a una candidatura all’Eliseo
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – A neanche otto mesi dall’elezione che potrebbe cambiare il destino della Francia e dell’Europa, a guardare i sondaggi i giochi sembrerebbero fatti: Marine Le Pen è la vincitrice annunciata, soprattutto se al ballottaggio dovesse incontrare l’avversario preferito, Jean-Luc Mélenchon della France insoumise (sinistra radicale). Ma, appunto, manca ancora tempo, abbastanza perché qualcuno dei trenta candidati già dichiarati emerga con maggiore convinzione, o perché un nuovo protagonista arrivi a rubare la scena, un po’ come fece Emmanuel Macron nell’autunno 2016. Tra le sorprese (relative) potrebbe esserci la discesa in campo di Matthieu Pigasse, il miliardario di sinistra che ancora ieri ha ripetuto «non escludo nulla, non fermo le porte» a una candidatura all’Eliseo.
A 58 anni Pigasse potrebbe pareggiare i conti con il rivale di sempre Macron: come lui uscito dalla prestigiosa scuola di amministrazione Ena, banchiere d’affari presso Lazard (Macron da Rothschild), vicino al partito socialista corrente Dominique Strauss-Khan (Macron invece fu consigliere di François Hollande), e autore nel 2012 di un saggio intitolato Révolutions, imitato qualche anno dopo da Macron




