di Enrico Marro
Dal 2029 sale la soglia di età per l’assegno di vecchiaia, le nuove stime della Ragioneria in base all’adeguamento alle speranze di vita
Dal primo gennaio 2029, secondo le norme di legge, ci vorranno altri tre mesi in più di lavoro per la pensione. Bisognerà cioè arrivare a 67 anni e mezzo per andare in pensione di vecchiaia oppure a 43 anni e 4 mesi di contributi, indipendentemente dall’età, per la pensione anticipata (un anno in meno per le donne). Lo dice l’ultimo Rapporto della Ragioneria generale dello Stato su «Le tendenze di medio lungo periodo» sul sistema pensionistico che, aggiorna le precedenti stime, in base alla dinamica della speranza di vita. Aggiornamento che vede appunto uno scatto di altri tre mesi dal 2029, rispetto ai due stimati nel precedente rapporto.
Adeguamento alle speranze di vita
La legge prevede che i requisiti per la pensione vengano adeguati ogni due anni. La Lega è stata sempre contraria, chiedendo di bloccare gli scatti. Finora ha ottenuto solo che i tre mesi in più, che dovevano scattare dal primo gennaio 2027, fossero spalmati su due anni: un mese in più dal prossimo anno e altri due mesi




