Home / Esteri / La Cina ora teme che l’Europa si chiuda. La risposta: l’invasione delle sue multinazionali

La Cina ora teme che l’Europa si chiuda. La risposta: l’invasione delle sue multinazionali

image

Ai piani alti di Pechino sta montando una paura: che l’Europa segua gli Stati Uniti nell’adottare, sia pure con anni di ritardo, una strategia di «contenimento», cioè una posizione più determinata per difendersi dall’invasione di prodotti cinesi. Legato a questo, c’è un dibattito sulla strategia delle grandi imprese cinesi: dopo avere conquistato quote di mercato esportando dalla madrepatria, è arrivato il momento di accelerare la delocalizzazione degli investimenti all’estero, replicando almeno in parte la traiettoria seguita dal Giappone negli anni Ottanta?

Questi temi emergono in una serie di interventi pubblicati nelle ultime settimane da economisti, accademici e analisti vicini agli ambienti governativi. Pur con un ventaglio di posizioni diverse, i loro ragionamenti delineano il modo in cui l’establishment cinese interpreta la fase attuale della globalizzazione. Raccolgo questi estratti dall’ampia rassegna di una newsletter specializzata, Sinocism.

L’Europa tra cooperazione e diffidenza

Secondo Huang Yiping, economista della Peking University e preside della National School of Development, la paura europea di un nuovo «shock cinese» va ben oltre la normale reazione all’invasione commerciale. È il riflesso di un problema più profondo: il timore che l’industria cinese possa mettere in discussione la sostenibilità stessa del modello sociale europeo, fondato su salari elevati, welfare

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: