
Gennaro Cassese, primo investigatore del delitto di Garlasco, dice di non ricordare la sovrapposizione oraria tra i verbali del 4 ottobre 2008
Dice di non ricordare. Lo ripete più volte. La deposizione di Gennaro Cassese, resa lo scorso 27 giugno 2025 davanti al procuratore aggiunto di Pavia Stefano Civardi, è diventata pubblica grazie alla trasmissione televisiva Quarta Repubblica, che ne ha mandato in onda il filmato. Cassese, all’epoca dei fatti comandante della stazione dei carabinieri di Vigevano, si trovava a rispondere su uno dei nodi più spinosi riemersi nel caso Garlasco: la parziale sovrapposizione oraria tra due verbali redatti lo stesso giorno, il 4 ottobre 2008. Uno riguardava Andrea Sempio, l’altro invece Alessandro Biasibetti.
La questione spinosa dei verbali sovrapposti
Il punto è scomodo da un punto di vista prettamente aritmetico: il verbale di Sempio risulta aperto alle 10:30 e chiuso alle 14:40. Ma alle 11:25 del medesimo giorno, nella medesima caserma, prende avvio il verbale di Biasibetti. Le due audizioni si sovrappongono per oltre tre ore. Viene inevitabilmente da chiedersi come sia possibile tutto ciò.
E a Cassese viene contestato esattamente questo: «È come se lei avesse il dono dell’ubiquità», gli viene riferito nel corso della deposizione.
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