
Allianz Research analizza la situazione partendo dal presupposto che l’industria europea stia attraversando una trasformazione “strutturale senza precedenti”, non di natura ciclica. Il motivo? “Il profondo cambiamento competitivo guidato dall’avanzata dei costruttori cinesi, dalla transizione verso la mobilità elettrica e dalla crescente importanza di software, batterie e intelligenza artificiale”.
Proprio i cinesi sono stati i grandi protagonisti del Salone: se nel 2024 rappresentavano il 23% degli espositori, quest’anno sono arrivati al 50%, a dimostrazione di una crescita visibile soprattutto nell’andamento delle immatricolazioni. In pochissimo tempo hanno superato il 10% del mercato europeo, conquistando posizioni forti tra le elettriche e le plug-in hybrid.
Secondo Allianz Research, “il rischio per i costruttori europei è quello di continuare a perdere terreno proprio nei segmenti a maggiore crescita, dopo aver investito per anni nella difesa delle tecnologie tradizionali anziché accelerare sulla trasformazione elettrica e digitale”. Dunque, di fronte a un “paradigma industriale che sta cambiando radicalmente” per lo spostamento del baricentro del valore da motore e telaio alle batterie, “la competitività futura dell’Europa dipenderà dalla capacità di rafforzarsi proprio in questi ambiti strategici, sviluppando competenze nella progettazione, nella proprietà intellettuale, nei semiconduttori e nelle nuove tecnologie per la mobilità autonoma”.
Lo studio evidenzia come



