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La Cina caccia la corrispondente del New York Times. Siamo una specie in estinzione?

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Di chi è la colpa, se conosciamo poco e male la Cina? La maggioranza degli occidentali ha idee vaghe e confuse su questo gigante da 1,4 miliardi di abitanti, seconda economia mondiale, superpotenza scientifica e tecnologica oltre che militare. Spesso le opinioni sono intrise di pregiudizi, luoghi comuni. In parte è colpa di un nostro provincialismo, per cui studiamo poco «gli altri» (mentre i cinesi hanno studiato molto l’Occidente, per estrarne tutto il meglio, dalla scienza all’economia). Ma in misura crescente la nostra ignoranza è colpa loro: dei dirigenti del regime comunista. Avverso alla trasparenza, si nasconde ai nostri sguardi. Per cominciare da un dettaglio non banale: ostacola in tutti i modi il lavoro dei media, e così i paesi stranieri non hanno più fonti a cui attingere. L’ultimo caso è clamoroso e banale al tempo stesso: è stata cacciata la corrispondente del New York Times. Che tra l’altro è etnicamente una cinese, cosa che la rendeva doppiamente insopportabile alle autorità locali. Spesso il regime si accanisce con particolare ostilità contro quei cittadini di altri paesi che hanno la «colpa» di avere origini Han, di parlare mandarino, quindi di mescolarsi facilmente con la popolazione. Li considera al tempo stesso più

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