
di Dario Sautto
La conferenza stampa all’indomani dello scioglimento del Comune per condizionamento della camorra. Vicinanza: «Non ho in agenda numeri di camorristi». E su Rutolo e il Pd: «Gli avvisi ex post sono solo propaganda»
«Andiamo via a testa alta e con le mani pulite. Qui non abbiamo preso mazzette, ma solo mazzate ed è evidente che Castellammare sia un caso nazionale». Luigi Vicinanza da ieri pomeriggio è l’ex sindaco di Castellammare di Stabia, dopo lo scioglimento per “accertati condizionamenti della criminalità organizzata” sancito dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Già ieri, Vicinanza ha puntato il dito contro «la componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein» e, da ex direttore de L’Espresso, ha ribadito: «Non ho mai frequentato personaggi ambigui, non ho in agenda numeri di faccendieri e camorristi, non accetto passaggi su barche o gommoni da personaggi discutibili. Posso aver sbagliato – ha aggiunto stamattina durante un incontro in parrocchia – ma le mie frequentazioni sono pulite, mio padre è morto nel suo letto, non ho collaboratori con storie personali discutibili».
Sulla questione dei festeggiamenti per la Juve Stabia a cui presero parte tre




