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La bandiera della caccia e il cammino della riforma

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La maggioranza di governo ha deciso di imprimere una accelerazione e di calendarizzare la riforma tra le proteste delle opposizioni e delle associazioni animaliste che, in un periodo caratterizzato da molte emergenze nazionali e internazionali, vedono nella decisione di mettere in agenda proprio questo tema la volontà di dare un segnale ad una nicchia elettorale che è da sempre più vicina al centrodestra. E questo nonostante vi siano anche associazioni venatorie nate in ambienti più di sinistra e nonostante la caccia sia molto praticata in regioni come la Toscana, l’Emilia Romagna e l’Umbria, che hanno sempre avuto un orientamento politico progressista. Non a caso il presidente di Federcaccia, Massimo Buconi, ha invitato la leader del Pd Elly Schlein, che ha definito incostituzionale il disegno di legge (il richiamo è all’articolo 9 che tutela l’ambiente e la biodiversità) a considerare che molti cacciatori sono anche elettori del suo partito. 

Dalla maggioranza si stacca invece la voce di Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali,

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