
di Anna Momigliano
Coinvolti Bin Salman, Bin Zayed e Netanyahu. Jared Kushner: tutto falso
Una bomba è stata sganciata su Jared Kushner, genero prediletto di Donald Trump e inviato speciale della Casa Bianca per Ucraina e Medio Oriente. Un’inchiesta — frutto di sei anni di lavoro del giornalista investigativo Matthew Cole, pubblicata nel libro Princes and Thieves: Jared Kushner and Mohamed bin Zayed’s Secret Plot to Remake the Middle East, di cui è uscita un’anticipazione sull’edizione americana di Vanity Fair — rivela due cose.
Primo: stando all’inchiesta, i servizi segreti russi monitoravano lo smartphone di Kushner, un dettaglio non da poco, visto che lo rende ricattabile da una delle parti con cui negozia.
Secondo: proprio grazie al lavoro degli hacker di Mosca, sempre stando alla ricostruzione di Cole, si è venuti a sapere che il genero di Trump ha ricevuto somme ingenti — si parla di almeno due miliardi di dollari — dai leader di Arabia Saudita ed Emirati, mentre cercava di ottenere la normalizzazione tra i Paesi del Golfo e Israele.
È una storia di denaro e di influenze, di scorciatoie diplomatiche e interessi personali, che coinvolge il principe saudita Mohammed bin Salman (Mbs),




