Cresciuto nei paddock al fianco di mamma e papà, già da piccolo era un talento. Poi è arrivata Mercedes
2 novembre – 00:29 – CITTà DEL MESSICO
Anni: sei. Piccolo e felice, con un berretto rosso Ferrari sul rettilineo del kartodromo di Ala, in provincia di Trento, Andrea Kimi Antonelli stringe tra le dita minuscole un trofeo. “La mia prima coppa” si legge sul profilo social del pilota in un post risalente al 2012, un’istantanea di un tempo che oggi come mai appare lontano e vicino insieme. Forse nemmeno papà Marco Antonelli avrebbe mai potuto immaginare che suo figlio, nato sotto la stella della velocità, avrebbe raggiunto l’apice del mondo del motorsport a soli vent’anni, diventando il più giovane campione iridato di Formula 1 della storia.
Il percorso—
Eppure, le premesse per un futuro straordinario già c’erano tutte. I genitori, proprietari del team di GT Antonelli Motorsport, lo sospettavano ancora prima di conoscerlo. “Ricordo quando ero incinta – racconta mamma Veronica -: se ero in pista, lui iniziava a scalciare come un matto quando sentiva il rombo dei motori accesi”. Poi, poco prima della




