Nel 1953 il leggendario pilota della Ferrari conquistava l’ultimo dei suoi due titoli mondiali. Un’attesa durata più di 70 anni e interrotta dal successo dell’italiano della Mercedes
Giornalista
2 novembre – 00:22 – MILANO
Dal nonno al nipote. Il progenitore del titolo di Kimi è Alberto Ascari. Risaliva infatti al pilota milanese, classe 1918, l’ultimo titolo iridato di un italiano in F.1 prima dell’impresa del bolognese. Era il 1953, il trionfo arrivò nel GP di Svizzera e su una Ferrari: tripudio tricolore. L’automobilismo a suggellare la rinascita post bellica dell’Italia e le corse come volano eccezionale dell’industria, esempio per tutti non solo nelle quattro ruote. Nelle prime quattro edizioni del Mondiale piloti, nato nel 1950, gli italiani conquistarono tre titoli: il primo con Nino Farina su Alfa Romeo, gli altri due con Ascari, nel 1952 e 1953. Erano anni pionieristici. Ferrari, Alfa Romeo e Maserati dettavano legge, le gare erano prove di sopravvivenza su circuiti privi di misure di sicurezza, i cedimenti meccanici erano frequenti e i piloti avevano equipaggiamenti lontani dagli standard attuali.
icona—
La tv non esisteva, le imprese dei GP arrivavano




