
di Stefania Ulivi
L’attore americano protagonista all’Ambra Jovinelli fino al 4 ottobre dello spettacolo «Desert Film» (con sottotitoli in italiano) che dirige e firma con Peter Gold
All’anagrafe era registrato come Michael James Gubitosi, per tutti Robert Blake. O anche Tony Baretta, ovvero il detective grazie a cui l’attore italoamericano divenne famoso. L’ultima apparizione fu davanti alla cinepresa di David Lynch per Strade perdute, irriconoscibile nei panni dell’uomo misterioso, prima di ritrovarsi, fuor di finzione, protagonista di un tragico fatto di cronaca nera. Fu accusato dell’omicidio della sua seconda moglie, Bonny Lee Bakley, uccisa a Los Angeles nel 2001 nella loro macchina. Si dichiarò sempre innocente. Dopo quattro anni di processo fu prosciolto. La sua parabola è una delle ispirazioni per lo spettacolo scritto da James Franco, che lo dirige con Peter Gold, Desert Film, all’Ambra Jovinelli dal 29 settembre al 4 ottobre. «Uno dei miei principali interessi è Hollywood — spiega l’attore e regista di Palo Alto, sempre più a suo agio nella scena artistica italiana —. Leggo ogni libro possibile sui film del passato, su quelli contemporanei, e sulle star, i registi, i montatori, i direttori della fotografia e gli sceneggiatori nel corso della storia




