
di Andrea Laffranchi
La cantautrice targa Tenco ha pubblicato «La paura in tasca»
In un’epoca di performance, ego musicali e identità costruite, la paura sembra un tema da tenere nascosto. Non è cool. Anna Castiglia, cantautrice 27enne, vincitrice della Targa Tenco nel 2025, ha fatto il contrario: sulle proprie fragilità ha costruito il secondo album, «La paura in tasca», uscito venerdì 25 settembre. «Vivo perché è da tanto che scrivo/ senza cercare una risposta/ ma solo domande in tasca» canta nella traccia che dà il nome all’album. «Le paure sono qualcosa di primordiale ed è giusto che siano con noi — spiega la cantautrice —. Spesso sembrano giganti, ma in realtà hanno la grandezza e la durata di un accendino. Bisogna imparare ad accoglierle prima di svuotarsi le tasche. Io scrivo proprio perché ho delle paure. Ne rivendico il valore positivo: non sono debolezze ma, vedi le fiere che Dante incontra nella Divina Commedia, un motore».
In «Niente di me» sembra che il peso più grosso da portare sulle spalle sia quello delle aspettative, le pagelle della vita. «Quelle sì che fanno paura, arrivano da fuori, dipendono dal tempo che viviamo e finiscono per bloccarti».




