
di Redazione Spettacoli
Il nipote di Jacko ha dichiarato in una intervista che il problema, come famiglia, è stato «non aver fatto sentire la voce di Michael»
Ora che comincia a materializzarsi il sequel di Michael (le riprese del secondo capitolo del biopic sul «re del pop» dovrebbero iniziare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027; l’uscita del film è ipotizzata tra la fine del 2027 e la prima metà del 2028), l’attore protagonista Jaafar Jackson ha rivelato che il biopoc affronterà le accuse di abusi su minori che Jacko ha dovuto affrontare negli anni ’90.
In una intervista al maschile «GQ Middle East», Jaafar Jackson, che di Michael Jackson è il nipote, ha raccontato che, pur non avendo molta voce in capitolo sulla stesura della sceneggiatura, spera che il sequel offra una visione più approfondita del punto di vista di Michael.
«Penso che il secondo film offrirà ancora più spunti dal suo punto di vista – ha dichiarato Jaafar -, perché in fin dei conti [le accuse] provengono sempre da qualcun altro. È la storia raccontata da qualcun altro. È l’idea che qualcun altro ha di cosa si tratta ed è guidata principalmente da un programma.




