di Daniele Manca
Il nostro mercato dei capitali, come quello europeo, non è in grado di sostenere quotazioni di questo valore. Le imprese vanno sostenute
Non solo il settore del credito è in grande movimento. Lo è anche il mondo delle startup diventate oggi unicorni, cioè società con valutazioni superiori al miliardo di euro. Una vitalità che nel nostro Paese non si vedeva da anni. La bontà di ogni singola operazione potrà piacere o meno, ma quello che conta è che banchieri e imprenditori sembrano sfruttare questo momento di crisi geopolitica per prepararsi a crescere. La domanda che dobbiamo farci è se proprio questa grande vitalità dell’economia reale e della finanza non stia facendo emergere alcuni elementi che impediscono al nostro Paese di funzionare come un ecosistema in grado di sostenere quella stessa vitalità. Si pensi solo alle mancate nomine ai vertici di Antitrust e Consob, come notato da Andrea Ducci sul Corriere del 10 giugno scorso. I decisori politici al governo come all’opposizione, normalmente molto attivi sul fronte delle dichiarazioni, in questo caso, sono stati abbastanza silenti. Per carità, meglio così piuttosto che indebite ingerenze magari originate da scarsa conoscenza dei dossier. Purché tutto questo non




