di Redazione Economia
La crescita dei dipendenti a termine (2 milioni 567mila) è compensata dal calo dei dipendenti permanenti (16 milioni 490 mila), spiega l’istituto di statistica
A settembre 2026, su base mensile, il numero di occupati e quello degli inattivi rimangono invariati, a fronte della crescita dei disoccupati.
La stabilità è data dalla diminuzione tra gli uomini, i dipendenti permanenti e i 35-49enni, dell’aumento tra i dipendenti a termine e tra chi ha meno di 35 anni e della stabilità tra le donne, gli autonomi e coloro che hanno almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione resta invariato al 63%.
La crescita delle persone in cerca di lavoro (+0,3%, pari a +4mila unità) coinvolge le donne, i 25-34enni e i 35-49enni, mentre il numero di disoccupati diminuisce tra gli uomini e nelle classi d’età. Il tasso di disoccupazione è stabile al 6,3% e quello giovanile cala al 19,9% (-0,4 punti).
La sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è sintesi della crescita tra gli uomini e coloro che hanno almeno 35 anni d’età e della diminuzione tra le donne e nelle altre classi d’età. Il tasso di inattività è invariato al 32,7%.
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