I volti degli ostaggi israeliani liberati da Gaza e dei genitori che piangono figli che non sono mai tornati a casa riempiono ancora i nostri schermi televisivi. Molti di loro figurano anche nelle liste elettorali dei vari partiti politici, accanto a generali in pensione e riservisti. Poco più di una settimana fa, un padre in lutto presente nella lista del Likud ha risposto a una degli ostaggi liberati (una donna sulla ottantina) che aveva espresso il suo dissenso contro Netanyahu, augurandole di essere rispedita da Hamas come prigioniera. Parole dure, ma in guerra vale tutto. Se qualcuno in Israele osasse suggerire che ci siamo lasciati alle spalle il 7 ottobre, le persone intorno a lui indicherebbero immediatamente un aereo di FlyDubai alto sopra le loro teste e lo rimprovererebbero per aver detto un’idiozia del genere: «Lo vedi?», insisterebbero, «ci stanno ancora massacrando».
07 ottobre 2026
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