
I veicoli con più di vent’anni possono ottenere il Certificato di Rilevanza Storica e beneficiare di alcune agevolazioni su bollo e assicurazione. L’iscrizione, però, non garantisce automaticamente un risparmio
Luca Giaffreda
22 luglio 2026 (modifica alle 17:26) – MILANO
Il mercato dell’auto sembra muoversi in due direzioni opposte. Da una parte ci sono vetture sempre più tecnologiche, elettrificate e ricche di sistemi elettronici; dall’altra cresce l’interesse per le auto analogiche, con motori termici, cambi manuali e una guida meno filtrata. È anche per questo che negli ultimi anni, accanto alle auto d’epoca tradizionali, hanno acquisito sempre più valore le cosiddette youngtimer: vetture relativamente recenti, ma con almeno vent’anni di età. Non basta, però, che un’auto abbia superato questa soglia per essere automaticamente considerata di interesse storico. Per ottenere il riconoscimento previsto dalla legge deve rispettare determinati requisiti e ricevere il Certificato di Rilevanza Storica, comunemente chiamato Crs. Il documento può essere rilasciato dall’Asi, l’Automotoclub Storico Italiano, oppure dagli altri registri riconosciuti dall’articolo 60 del Codice della Strada, come quelli dedicati a Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Da non confondere con Aci Storico, la sezione dell’Automobile Club d’Italia




