
di Mario Platero
La tensione tra Stati Uniti e Iran è tornata alle stelle: è una strategia americana per costringere Teheran a trattare sul serio o il primo passo per tornare a una guerra totale? E quali costi ci sarebbero per gli alleati Usa nel Golfo e per la Comunità internazionale?
NEW YORK – Recenti sviluppi, inclusi un’evidente interruzione del dialogo diplomatico e movimenti militari americani attorno allo stretto di Hormuz, aumentano le probabilità di un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti.
Spostamenti navali nella regione, comunicazioni e GPS disturbati, l’evacuazione nelle ultime ore della delegazione del Qatar dall’Iran, dove si parlava di pace, il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca (rinunciando a partecipare al matrimonio del figlio!), l’annuncio di un silenzio stampa, sono tutti segnali recentissimi che hanno alzato improvvisamente la tensione.
Autorevoli fonti a Washington ritengono che l’attacco potrebbe avvenire già entro il fine settimana. Altri sostengono che Washington voglia lanciare un segnale forte all’Iran: facciamo sul serio e dunque è meglio accettare le proposte americane per chiudere il conflitto. Anche perché dopo lo storico vertice di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping in




