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Iran-Israele, Trump era contrario all’escalation. La telefonata a Netanyahu: «Non reagire, ora le trattative»

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di Monica Ricci Sargentini

L’allerta per le forze Usa in tutto il Medio Oriente, ma l’obiettivo dell’amministrazione americana resta un risultato nei negoziati

Donald Trump ha fatto il possibile per fermare la ripresa dei raid in Medio Oriente. Dopo il lancio di missili iraniani contro Israele in risposta all’attacco israeliano su Beirut, il presidente americano ha moltiplicato gli appelli alla moderazione, invitando Teheran a fermarsi e chiedendo pubblicamente a Benjamin Netanyahu di non colpire l’Iran. «Se Netanyahu risponde, questo conflitto continuerà ancora e ancora», ha avvertito. Il tycoon spiegava che il conto delle rappresaglie poteva considerarsi chiuso: «Israele ha sferrato il suo colpo e l’Iran ha sferrato il suo. Non ne serve un altro».

La Casa Bianca teme che possa deragliare il negoziato che Washington considerava ormai vicino a una conclusione. «Siamo molto vicini a un accordo», ha assicurato il presidente, aggiungendo che un’intesa avrebbe potuto essere firmata già all’inizio della prossima settimana. «L’attacco iraniano certamente non aiuterà i negoziati», ha ammesso, invitando però Teheran a «tornare al tavolo» e a raggiungere un’intesa.

Le dichiarazioni di ieri sera non arrivano dal nulla. Da giorni l’amministrazione americana cerca di evitare che il fronte libanese comprometta i delicati

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