
Viaggiava a 130 km/h dove il limite era 70, eppure la maxi-sanzione è stata cancellata in appello. A salvarlo la mancanza di un cartello stradale, non un vizio del dispositivo
Laerte Salvini
8 giugno – 09:49 – MILANO
Un automobilista viaggiava a 130 chilometri orari là dove il limite ne consentiva 70, e l’autovelox del Mossano, lungo una provinciale del Trentino, lo aveva immortalato senza margini di dubbio. Eppure la multa da circa 550 euro non verrà mai pagata, perché il Tribunale di Rovereto, in appello, ha annullato il verbale ribaltando la decisione del giudice di pace. A determinare l’esito non è stata una contestazione sull’affidabilità dell’apparecchio, bensì un vizio nella segnaletica: un cartello con il limite di velocità che, dopo un’intersezione, non era stato ripetuto come la legge impone. Un dettaglio in apparenza trascurabile che, alla luce del Codice della strada, è bastato a far cadere l’intera sanzione.
Cosa è successo a Rovereto—
La vicenda risale a una sera di febbraio di due anni fa, quando l’apparecchio registra il transito a 130 km/h sulla provinciale 90 della Destra Adige: il limite su quella strada è di 70 orari




