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Ipotesi di riforma dellIpt, Aniasa allattacco

imageObiettivo: spostare il gettito nelle grandi città

Chiaro l’obiettivo dell’emendamento. Riportare il gettito dell’Ipt nelle casse delle province che lo hanno perduto in seguito alla sciagurata riforma fiscale che nel 2011 soppresse la misura fissa dell’imposta per gli atti soggetti a Iva stabilendo che l’Ipt fosse determinata, anche per le imprese, con gli stessi criteri degli atti non soggetti a Iva, ossia in misura proporzionale alla potenza. Una riforma che fece letteralmente “esplodere” i costi di trascrizione a carico delle società di autonoleggio, intestatarie di un gran numero di mezzi (centinaia di migliaia nel caso dei big del comparto) e che indusse gli operatori a targarli nelle province, segnatamente Trento e Bolzano, che, in virtù della loro autonomia, avevano potuto mantenere il precedente regime agevolato.

Dubbi sul concetto di “gestione ordinaria”

Tornando al cosiddetto emendamento Lotito, l’Aniasa evidenzia due criticità: la prima legata al concetto di “gestione ordinaria”; la seconda, in relazione al consolidato orientamento fiscale su questa materia. Per quanto riguarda il primo aspetto, l’Associazione sottolinea che il concetto di “gestione ordinaria” è di “arbitraria individuazione, soprattutto per imprese con numerose sedi distribuite sul territorio nazionale e attività frazionate tra più strutture operative. Si pensi”, si sottolinea, “agli uffici delle

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