
di Irene Soave
Un ex banchiere chiede 20 milioni di dollari di danni: la sua capa lo avrebbe «costretto a drogarsi, violentato ripetutamente e demansionato»
«Sono stato costretto più volte a drogarmi e violentato dalla mia ex capa. E quando ho cercato di cambiare ufficio ho subito ritorsioni». Un copione quasi comune tra molte donne al lavoro, anche nell’ambiente della finanza, attraversato a più riprese da scandali. Meno comune è che a denunciare molestie sia un uomo, come è il caso di Chirayu Rana, 35 anni, all’epoca dei fatti banchiere negli uffici di New York della banca di investimenti JP Morgan Chase. Dice di essere stato lo «schiavo sessuale da ufficio» della sua capa, che nega.
La sua vicenda, cui molti sui social dicono apertamente di non credere, è finita sui tabloid anglofoni dopo che lui ha rifiutato l’offerta di un milione da parte del datore di lavoro per non renderla pubblica. In tribunale ne ha del resto chiesti «più di venti» a Lorna Hajdini, la sua superiore, executive director di due anni maggiore, e alla banca per averla coperta.
Si dividono i testimoni chiamati in causa per stabilire se la vicenda di Rana è




