di Stefano Righi
Giovedì 29 l’assemblea del Monte dei Paschi di Siena sulle tre offerte. Nella partita del risiko bancario molta attenzione ai principali azionisti,assai meno ai vecchi correntisti. I disagi delle scorse operazionisono assolutamente da superare. Le posizioni di Milano e di Siena
Mancano dieci giorni all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena del 29 ottobre. L’esito del voto dei soci, chiamati ad esprimersi sull’ops lanciata sul Banco Bpm, sull’opas lanciata su Banca Generali e sulla fusione di Mediobanca in Mps, sarà la sentenza decisiva sulle ipotesi alternative ancora in gioco nel generale riassetto in atto della finanza italiana. Unico ostacolo a oggi visibile all’avanzata dell’opas di Intesa Sanpaolo su Mps.
Come davanti al banco dei bookmakers, in queste giornate di vigilia, si sprecano le previsioni e i consigli. Su tutti, i più citati provengono dagli analisti delle società di investimento e dai proxy advisor, aziende private che lavorano a favore degli investitori istituzionali, consigliando il comportamento da tenere in assemblea. Si tratta di qualificate opinioni, non scevre da interessi di parte, che già in passato, come è accaduto nella assemblea del Monte dei Paschi di Siena del 15 aprile scorso, hanno visto il loro parere superato




