di Valentina Iorio
La vice presidente della Commissione Ue Virkkunen: «I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le vacanze senza timore di essere truffati». La replica dell’azienda: «Piena collaborazione con la Ue, protezione dei dati è nostra priorità»
La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Booking.com per verificare se l’azienda ha violato il Digital Services Act (Dsa), non avendo valutato adeguatamente o mitigato i rischi relativi ad annunci fraudolenti e tentativi di phishing. Un terzo filone d’indagine riguarda gli annunci sponsorizzati. La Commissione intende verificare se tali inserzioni siano chiaramente riconoscibili come pubblicità e se gli utenti possano sapere chi le promuove, chi le paga e perché vengono mostrate, e se abbiano la possibilità di modificare le impostazioni che determinano quali annunci visualizzano.
La decisione della Commissione
«I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati. Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio», ha dichiarato la vice presidente della Commissione Henna Virkkunen, annunciando la decisione.
La replica di Booking.com
Booking.com si è detta pronta a «collaborare pienamente»




