
di Mario Platero
Cristiano, moderato, giovanissimo, Talarico è figlio di una ragazza madre ed è stato abbandonato dal padre biologico (alcolizzato e violento). «I miei stivali texani? Non li toglierò mai»
Nelle elezioni di Midterm, celebrate negli Stati Uniti martedì 3 novembre, James Talarico ha vinto in Texas, Stato tradizionalmente repubblicano. Mario Platero l’aveva incontrato a maggio: ripubblichiamo la sua intervista.
Viso pulito, bello, occhi castani, aperti, capelli pettinati con la riga perfetta, sorridente, gentile, moderato, giovane, appena 36 anni. Così si presenta James Talarico quando lo incontro di passaggio a New York: è l’anti-star, è il nuovo «format» con cui i democratici centristi cercheranno di strappare una vittoria storica in Texas dopo che il Presidente Trump ha portato alla vittoria il candidato repubblicano Ken Paxton, procuratore generale dello Stato, considerato moralmente corrotto. E prima ancora di sapere se potrà davvero vincerla questa battaglia all’ultimo voto nello stato più conservatore e Maga d’America, Talarico è già astro nascente del partito democratico per quel che è già riuscito a fare in Texas, grazie a questo suo profilo alternativo, umile e cristiano sul serio: ha studiato al seminario teologico presbiteriano di Austin dove ha conseguito un master in teologia,



