di Giuliana Ferraino
La scivolata di Huang per la garanzia sui data center o quella di Zuckerberg dopo la trimestrale mostrano che i timori di aver già pagato troppo il rendimento futuro dell’Ai sono veri
Bolla o non bolla? Dall’inizio del 2023 a oggi, gli investimenti cumulati di Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta hanno superato i 1.100 miliardi di dollari, destinati soprattutto all’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Nel solo 2026 i quattro gruppi prevedono di spendere circa 745 miliardi. La domanda che ora agita i mercati non riguarda più solo la crescita dell’Ai, ma il tempo necessario perché questa massa di capitale produca ricavi e utili adeguati. Il simbolo è Nvidia, prima società a superare i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il suo valore è però risceso sotto quella soglia dopo la notizia di una possibile garanzia da 250 miliardi sui finanziamenti per un data center di OpenAi. Il titolo ha perso il 5%, alimentando i timori sui finanziamenti circolari tra chi vende i chip e chi deve acquistarli. Il dubbio degli investitori si è così spostato dalla domanda di Ai al rendimento del capitale necessario a soddisfarla.
Il paragone con le dot-com
Il confronto con il 2000



