
di Alessandro Sala
La deputata contro la linea della maggioranza di cui fa parte. Alla Camera niente procedura d’urgenza dopo i segnali arrivati dal Quirinale e dall’Unione europea
Non ci sarà la procedura d’urgenza per l’esame alla Camera del ddl Caccia, approvato la scorsa settimana in Senato e ora al vaglio della commissione Agricoltura di Montecitorio. Dopo che il Quirinale e l’Unione europea hanno fatto trapelare a stretto giro di avere acceso un faro sulle norme in discussione, che conterrebbero elementi di contrasto con il diritto comunitario in relazione alle direttive Habitat e Uccelli, la maggioranza ha accettato di non spingere troppo sull’acceleratore, forse per valutare eventuali aggiustamenti al testo che possano prevenire veti dalla presidenza della Repubblica o da Bruxelles.
Il clima alla Camera si è in ogni caso già surriscaldato. Il presidente dell’assemblea, Lorenzo Fontana, ha deciso di non accogliere la richiesta delle opposizioni di estendere l’assegnazione del testo anche alla commissione Ambiente perché «è l’orientamento uniformemente applicato a tutti i provvedimenti in materia di caccia».
Il diniego viene interpretato come «mattanza istituzionale» dall’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, oggi deputato del M5S, che parla anche di «atteggiamento apertamente anticostituzionale», ricordando come la stessa proposta




