di Silvia Morosi
Dopo anni di immobilismo, il centro Italia registra un aumento di comuni virtuosi. Tra le storie di buona gestione è stata premiata quella di Bee, labrador impegnato da anni nella rilevazione della plastica dispersa in natura
In Italia nel 2026 tornano a crescere i comuni «rifiuti free» che salgono quota 675 (contro i 663 del 2025) su un totale di 7.894. La fotografia arriva dalla 33esima edizione di «Comuni Ricicloni» di Legambiente, lo storico rapporto dell’associazione dedicato alle performance locali nella gestione dei rifiuti urbani. Ad aggiudicarsi il titolo sono le amministrazioni che riescono a mantenere la produzione annua di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento – destinato a discarica o incenerimento – al di sotto dei 75 chilogrammi per abitante, unendo alla raccolta differenziata il tema della riduzione a monte dei rifiuti, con meno sprechi e imballaggi.
I dati confermano un’Italia a due velocità. Il Nord resta l’area con la maggiore concentrazione di comuni virtuosi: qui si trova il 60,3% dei comuni «rifiuti free». Sud e isole mostrano. invece, una dinamica opposta: ospitano il 32,8% dei comuni «rifiuti free», in crescita con 16 comuni in più rispetto al 2025. Infine, il Centro resta l’area con il numero più contenuto di




