Mercoledì sera i dispersi dell’alluvione tra Tibet e Nepal erano 600, giovedì 1.300, ieri 3.00 quando finalmente al conto sono stati aggiunti gli abitanti dei villaggi cancellati dal fango. I morti recuperati seguono la stessa drammatica progressione: 100, 400, 584, 633. Le speranze di trovare qualcuno vivo sotto i detriti bagnati e compatti come cemento sono pari a zero. Però ci sono ancora molte vite per cui lavorare e un’infinità di cadaveri da recuperare. Tre sono emersi dal fiume ormai in territorio indiano, a centinaia di chilometri di distanza.
30 agosto 2026
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