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Amore, vittorie e il ritorno a Itaca: quello che Morata è stato e quello che poteva essere

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Promessa, campione, cardine di vittorie, uomo in bilico, centrifugato dal gossip, stritolato dal male oscuro, bomber senza gol: Alvaro Morata è stato tutto, e ora torna da dov’era partito

Alla ricerca del suo centro di gravità permanente, Alvaro Morata sceglie la serie B spagnola, il Leganés. È un ritorno a casa, poiché Leganés fa parte della comunità autonoma di Madrid, la città dove Morata è nato, cresciuto e dove ha cominciato la sua carriera e dove l’ha impreziosita, vestendo entrambe le maglie dei due club d’élite della città, il, Madrid e l’Atletico. Qui si dice della parabola di un centravanti che è stato grande promessa, potenziale campione, eccellenza nei top club d’Europa, dal Real Madrid alla Juventus, dal Chelsea all’Atletico Madrid, tra andate e ritorni, aumentando di stagione in stagione il suo status ma anche, allo stesso tempo, punteggiando di domande il suo percorso: chi è (stato) davvero Morata? Vale di più, nel suo caso, quello che è stato o quello che sarebbe potuto diventare?

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