di Fabio Sottocornola
Una ricerca della piattaforma IAS Integral Ad Science quotata al Nasdaq ha registrato una attenzione superiore del 9% tra i lettori di articoli accurati. Bene (a sopresa) anche la politica e i temi sociali
Se la pubblicità online sta lontana dall’informazione di qualità, non fa un buon affare. Lo dimostra una ricerca che spiega, dati alla mano, come l’attenzione dei lettori sia più alta proprio quando i contenuti sembrano più «respingenti».
Le testate giornalistiche digitali che pubblicano Premium news, cioè articoli sottoposti a controlli editoriali e realizzati in maniera professionale, registrano una attenzione superiore del 9% rispetto a tutte le altre testate. E ci sono editori che arrivano anche al 20%.
Quando gli argomenti sono sensibili e si parla di criminalità, conflitti e questioni sociali delicate, il livello di attenzione sale anche del 22%.
Lo dice il report dal titolo «Rethinking risk in Premium news», realizzato da IAS Integral Ad Science, la piattaforma tech quotata al Nasdaq di New York che è attiva a livello mondiale nella misurazione e ottimizzazione dei media. Dice il report: «Gli editori affermati, con domini autorevoli e traffico verificato offrono con continuità contesti capaci di catturare l’attenzione del pubblico




