Microplastiche e nanoplastiche possono mettere a rischio la salute del cuore? Rispondere è complicato, perché studiare gli effetti diretti dell’inquinamento da plastica sul corpo umano è molto diverso rispetto a farlo nel contesto molto più controllato, di un laboratorio.
Uno studio italiano appena pubblicato sullo European Heart Journal ha trovato una quantità maggiore di micro e nano plastiche nel sangue che alimentava il cuore di pazienti reduci da un tipo di attacco di cuore grave – una forma di infarto miocardico detta STEMI (“ST-Elevation Myocardial Infarction”) che avviene quando un’arteria coronarica si occlude completamente.
Anche se lo studio non permette di affermare che i frammenti di plastica possono causare un infarto, la scoperta è un’ulteriore prova del fatto che l’inquinamento ambientale in varie forme possa influire negativamente sulla salute cardiovascolare. Nel 2024 un gruppo di scienziati dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli di Caserta aveva scoperto la presenza di nanoparticelle di polietilene e pvc, due tipi di materiali di plastica, nelle placche che possono ostruire le arterie.
Plastiche nelle coronarie
Il nuovo studio è frutto di una collaborazione tra i ricercatori dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dell’Università di Verona e del Centro di




