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Semaglutide: rallenta l’invecchiamento biologico?

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La semaglutide, l’antidiabetico iniettabile oggi popolare come farmaco anti-obesità, può contrastare l’invecchiamento biologico? Alcuni segnali positivi in questo senso emergono da uno studio clinico che ha analizzato gli effetti del medicinale su un gruppo di pazienti con HIV, una condizione spesso associata a processi di invecchiamento accelerato.

In base alla ricerca, pubblicata su Nature Communications, la semaglutide avrebbe rallentato l’accumulo di “etichette” chimiche associate all’invecchiamento biologico sul DNA dei pazienti che ne avevano fatto uso, rispetto al gruppo trattato con placebo.

Benché si tratti di uno studio ancora preliminare, da confermare con ulteriori ricerche, le sue conclusioni sono interessanti, in ottica di salute pubblica – in particolare per chi si studia come prolungare gli anni di vita in salute di una popolazione mondiale sempre più anziana.

Lo studio su una popolazione modello

Un gruppo di scienziati dell’Università della California a San Diego ha analizzato i dati di uno studio clinico precedente effettuato su 108 pazienti con lipoipertrofia (l’accumulo di grasso, in questo caso nella zona addominale) associata ad HIV.

Per contrastare questa condizione, che non è solo estetica ma comporta un aumento del grasso viscerale interno, pericoloso per la salute, circa la metà dei pazienti è

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