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In Serbia gli studenti puliscono i muri dai graffiti nazionalisti dopo la fine del governo Vucic

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A Belgrado, in Serbia, gli studenti sono scesi nei sottopassaggi per cancellare dai muri graffiti e messaggi d’odio. Un gesto simbolico che si inserisce in una mobilitazione partita da Novi Sad, dopo la tragedia del 1° novembre 2024, quando il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria provocò la morte di 16 persone. Da allora, per due anni, migliaia di cittadini sono scesi in piazza in tutto il Paese per chiedere giustizia e protestare contro il governo nazionalista di Aleksandar Vučić, accusato di autoritarismo e corruzione. Una protesta culminata con le ultime elezioni del 25 ottobre 2026, che hanno portato la Lista Studentesca alla guida del governo di Belgrado. Anche a Novi Sad i cittadini sono tornati nella stazione della tragedia, questa volta armati di spugne e guanti, per cancellare le scritte comparse sui muri e sulle scale: insulti contro gli albanesi, graffiti celebrativi di criminali di guerra serbi come Ratko Mladić e slogan che invocavano la riconquista del Kosovo.

04 novembre 2026

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