
di Christian Benna
Safran, Mbda e Leonardo rafforzano la loro presenza a Torino, tra nuove produzioni e progetti per i caccia di nuova generazione. Ma la filiera tecnologica piemontese è soprattutto a doppio uso, civile e militare, e vale oltre 54 mila posti di lavoro
La multinazionale della difesa Safran si prepara a portare (dalla Polonia) nuove produzioni, attuatori e controllo volo, nell’ex Microtecnica. Mbda, il consorzio missilistico europeo, sta per aprire una unità produttiva in città (in corso Marche). E neanche 15 giorni fa Leonardo ha svelato la nuova sede di Edgewing, la società che svilupperà i caccia militari di nuova generazione. Da città dell’auto Torino è diventata città della guerra? Hanno ragione i giovani che protestano? In realtà, oltre alle fibrillazioni geopolitiche, a guardare i movimenti della filiera le cose sono molto più complesse. In città ci sono solo due società che si occupano esclusivamente di industria della difesa. E sono appunto Mbda ed Edgewing. Tutto il resto della lunga filiera risponde alla categoria «dual use»: ovvero si produce sia per il civile che per il militare. Secondo l’ultimo report di Mediobanca sul settore, le 100 maggiori aziende della difesa in Italia generano un fatturato




