
Quella con Arrigo è una connessione forte: per Ralf era fonte di ispirazione. Chiese il suo numero a Branca prima di una sfida di Champions tra il suo Schalke e i nerazzurri (che poi eliminò)
1 giugno – 17:57 – VIENNA
Il Milan e Ralk Rangnick stanno insieme da una vita ma non lo sanno. O meglio, lui lo sa, il Milan no. Ralf Rangnick negli anni Ottanta è stato un trentenne innamorato del calcio, così innamorato da studiarlo. Figure di particolare influenza, due: Valeri Lobanovsky, grande anima del calcio sovietico e maestro di Andriy Shevchenko, e Arrigo Sacchi. Rangnick si scontrò con Lobanovsky il giorno in cui allenò contro la sua Dinamo Kiev in amichevole: una rivelazione per come pressava, per come la squadra era organizzata, per come sembrava giocare in dodici. L’innamoramento per Sacchi fu meno violento ma ugualmente forte. Rangnick comprò un videoregistratore e iniziò a farsi mandare cassette delle partite del Milan di fine anni Ottanta. Ferma, riavvolgi, avanti veloce: passò giorni a guardarle.
rangnick e sacchi—
Negli anni tra Rangnick e Sacchi si è sviluppata una certa stima reciproca. Sbilanciata come tra un professore




