
di Mattia Aimola
Crescono gli studi specializzati che ricostruiscono alberi genealogici e rintracciano parenti sparsi in tutto il mondo per assegnare eredità senza eredi diretti
Carmen vive da anni a Lisbona e da tempo ha perso i contatti con parte della famiglia torinese. Da bambina trascorreva le estati sulle colline piemontesi insieme a Luisa, la cugina con cui condivideva le gite al santuario di Don Bosco e le vacanze di famiglia. Poi le loro strade si separano.
Decenni dopo, però, Carmen riceve la visita di un genealogista torinese: Luisa è morta e lei risulta tra gli eredi legittimi della successione. È così che scopre l’esistenza di un settore poco conosciuto ma in forte crescita: quello della genealogia successoria, gli studi specializzati che ricostruiscono alberi genealogici e rintracciano parenti sparsi in tutto il mondo per assegnare eredità senza eredi diretti.
Oltre cento pratiche all’anno
A Torino questi professionisti gestiscono ormai oltre cento pratiche all’anno. In Italia il fenomeno cresce insieme alla solitudine e all’invecchiamento della popolazione. Secondo una stima dell’Evaluation Lab della Fondazione Giordano Dell’Amore per Fondazione Cariplo, i patrimoni di persone senza eredi oggi corrispondono a circa 8 miliardi ma potrebbero valere 20,8 miliardi nel 2030 e addirittura 88,1




