
di Alessandro Sala
Il rapporto sullo stato (pessimo) di salute dell’avifauna mondiale presentato al Global Flyways Summit. Lipu: «Perdite a ritmo allarmante, i governi devono agire»
L’annuncio era stato dato due anni fa e lo scorso anno l’estinzione del chiurlottello, nome scientifico Numenius tenuirostris, è stata certificata. Si tratta della prima estinzione globale di un uccello nell’Eurasia e in Africa negli ultimi secoli, con altre sei specie migratorie confermate o sospettate di essere scomparse negli ultimi 150 anni. Questo volatile è stato nuovamente evocato in questi giorni nell’ambito del Global Flyways Summit, a Nairobi, nel corso del quale è stato presentato da BirdLife International – una partnership globale per la conservazione degli uccelli e della biodiversità formata da 125 gruppi e associazioni in 120 Paesi – il Rapporto sullo stato degli uccelli nel mondo, lo State of the World’s Birds, che viene pubblicato ogni quattro anni. Quella di quest’anno, è la prima edizione dedicata agli uccelli migratori e alle rotte migratorie da cui dipendono.
I numeri dello studio sono impietosi. Il 45% delle specie di uccelli migratori è in declino, praticamente una su due. Una su nove risulta invece minacciata di estinzione. Le specie che dipendono da habitat marini,




