
Guardando alle nazionalità dei titolari delle ditte individuali, le uniche a palesare il paese d’origine del fondatore, il 79% fa capo a cittadini provenienti da oltre i confini dell’Unione Europea
Continua a crescere il numero di imprese straniere in Italia. Da una ricerca condotta da Unioncamere e InfoCamere su dati estrapolati dal Registro delle Imprese, al 30 giugno 2026 le aziende guidate da immigrati hanno raggiunto quota 677.188 e oggi rappresentano quasi il 12% di tutto il tessuto produttivo nazionale. In sei mesi il saldo tra aperture e cessazioni è positivo di 16.097 attività: al netto delle cancellazioni d’ufficio, a fronte delle 21.043 chiusure si sono infatti registrate 37.140 nuove iscrizioni.
Le nazionalità
Guardando alle nazionalità dei titolari delle ditte individuali, le uniche a palesare il paese d’origine del fondatore, il 79% fa capo a cittadini provenienti da oltre i confini dell’Unione Europea. In testa c’è la comunità marocchina con 53.364 datori di lavoro, seguita da quella romena (52.541) e da quella cinese (50.166): insieme valgono il 32,4% dell’intero segmento. I primi si concentrano nel commercio, soprattutto a Catanzaro, Reggio Calabria e Messina. I secondi nelle costruzioni tra Viterbo, Torino e Cremona. Infine i terzi nella manifattura e nei servizi ricreativi,




