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Il viceministro Cirielli: «Vannacci? Gli chiederei se vuole fare il ministro». Ma il suo partito lo stoppa: «Non è la linea di Fratelli d’Italia»

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di Simone Canettieri

Le parole del viceministro degli Esteri su Vannacci: «Lo chiamerei e gli chiederei quali responsabilità intende assumersi». Il ministro e collega di partito Lollobrigida: «Non è la nostra linea»

«Chiamerei Vannacci e gli chiederei quali problemi vuole risolvere, se vuole fare il ministro, quali responsabilità intende assumersi e quali soluzioni propone». Le parole del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia diventano subito un caso. Non tanto per le repentine critiche del Pd con il senatore Filippo Sensi («la rincorsa a Vannacci è appena iniziata: un caso saluto ad Antonio Tajani»), quanto per la reazione dei vertici del partito di Giorgia Meloni. Che sconfessano Cirielli.

 Dice il ministro Francesco Lollobrigida al Corriere: «Escludo che questa sia la linea di Fratelli d’Italia. Magari è un’esternazione male interpretata, nulla di più». Nelle chat dei meloniani che contano si parla di «intemerata» a titolo personale in un misto di incredulità e fastidio. Con tanto di feroce battuta: «Cirielli ha rapporti con il mondo azero, nel senso dell’ Azerbaigian, ma così finisce a zero, azzerato da Giorgia». 

L’apertura del viceministro al leader di Futuro Nazionale va contro la linea di Meloni che non considera Vannacci

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