
Puntualità, professionalità lealtà e… allenamento invisibile: i segreti del miracolo. “Il cancello di casa due settimane fa era bloccato. L’ho scavalcato e sono riuscito ad arrivare a Formello in orario”
Non saranno come la regola benedettina (guai mischiare il sacro con il profano, specie per un credente praticante come Rino Gattuso), ma certo in qualche modo la ricalcano. E sono la base del “miracolo” (anche qui, tra virgolette, per non confondere il divino con il secolare) che sta facendo volare la Lazio oltre ogni più rosea previsione. Le più prosaiche e temporali regole gattusiane hanno però in comune con quella benedettina la semplicità e l’immediatezza. “Ora et labora”, nella versione calcistica applicata alla Lazio 2026-27, è diventato “Sii concentrato e lavora”. Pochi concetti, sui quali Rino non transige, che hanno trasformato il gruppo biancoceleste da una barca in preda alla tempesta (tra incognite tecniche legate al mercato a saldo zero e situazione ambientale a dir poco esplosiva) in una specie di transatlantico capace di navigare tranquillo in qualsiasi condizione. “All’inizio della mia carriera da allenatore – ha spiegato Gattuso – mi arrabbiavo per tante cose che vedevo fare ai giocatori e ritenevo assurde. Poi ho capito che a sbagliare




