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Midterm, perché i sondaggi Usa possono sottostimare ancora i repubblicani

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Patrick Ruffini, sondaggista e socio fondatore dell’istituto di ricerca Echelon Insights, è convinto che le Midterm possano riserbare sorprese

Le elezioni di metà mandato del 3 novembre incombono. E, stando almeno a quel che dicono i sondaggi, non sembra che le prospettive per i repubblicani siano particolarmente rosee. Al 16 ottobre, Decision Desk HQ attribuiva infatti ai democratici il 77% delle probabilità di conquistare la Camera dei rappresentanti e il 56% di fare altrettanto con il Senato. Non solo: la media sondaggistica di RealClearPolitics dedicata alle intenzioni di voto generiche per il Congresso dava venerdì l’Asinello avanti di otto punti.

Si tratta di uno scenario fosco per Donald Trump: se i repubblicani dovessero perdere la maggioranza al Congresso, il presidente rischierebbe infatti di trasformarsi nella proverbiale «anatra zoppa».

Certo, il Grand Old Party sconta soprattutto l’alto costo del carburante, innescato dalla guerra in Iran. Dall’altra parte, l’Asinello deve gestire alcuni candidati di estrema sinistra che potrebbero allontanare elettori cruciali. Su tutto incombe poi l’incognita dei sondaggi: saranno attendibili oppure no?

Per cercare di chiarire al meglio la situazione, La Verità ha intervistato Patrick Ruffini. Sondaggista di fama e socio fondatore dell’istituto di ricerca Echelon Insights, ha lavorato nella campagna

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